La Loba

“C’è una vecchia che vive in un luogo nascosto dell’anima che tutti conoscono, ma pochi hanno visto. Come nelle favole dell’Europa Orientale, pare in attesa di chi si è perduto, di vagabondi e cercatori.

È circospetta, spesso pelosa, sempre grassa, e desidera evitare la compagnia. È insieme una cornacchia e una gallina che chioccia, e solitamente emette suoni più animaleschi che umani.

Potrei dire che vive fra putride scarpate di granito. O che è sepolta in una periferia cittadina, vicino a un pozzo. Forse sarà vista in viaggio su un carro bruciato, con il finestrino posteriore aperto. O forse accanto a una strada, o cavalca impugnando un fucile da caccia con strane fascine sulle spalle. Si dà molti nomi: La Donna delle Ossa, La Raccoglitrice, La Donna-Lupa.

La LobaL’unica occupazione della Loba è la raccolta delle ossa. Notoriamente raccoglie e conserva in particolare quelle che corrono il pericolo di andare perdute per il mondo. La sua caverna è piena di ossa delle più varie creature del deserto: il cervo, il crotalo, il corvo. Ma si dice che la sua specialità siano i lupi.

Striscia e setaccia le montagne e i letti prosciugati dei fiumi, alla ricerca di ossa di lupo, e quando ha riunito un intero scheletro, quando l’ultimo osso è al suo posto e la bella scultura bianca della creatura sta davanti a lei, allora si siede accanto al fuoco e pensa quale canzone cantare.

E quando è sicura si leva sulla creatura, solleva su di lei le braccia, e inizia a cantare. Allora le costole e le ossa delle gambe della creatura cominciano a ricoprirsi di carne e la creatura si ricopre di pelo. La Loba canta ancora, e altre parti della creatura tornano in vita; la coda, ispida e forte, si rizza.

E ancora la Loba canta e il lupo comincia a respirare.

E ancora la Loba canta così profondamente che il fondo del deserto si scuote, e mentre lei canta il lupo apre gli occhi, balza in piedi e corre lontano.

In un momento della corsa, per la velocità della corsa medesima, o perché finisce in un fiume, o perché un raggio di sole o di luna lo colpisce al fianco, il lupo è d’un tratto trasformato in una donna che ride e corre libera verso l’orizzonte.

Dunque ricordate – se vagate nel deserto ed è quasi ora del tramonto e vi siete un po’ perdute e siete stanche – che siete fortunate, perché forse la Loba può prendervi in simpatia e mostrarvi qualcosa, qualcosa dell’anima.”

Donne che corrono coi lupi, Clarissa Pinkola Estés

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Dove scrivono gli autori?

Nella mia esperienza all’interno delle scuole, alla domanda: «Come vi immaginate gli scrittori?», qualche bambino ha risposto identificando subito lo scrittore con il luogo in cui pratica la sua arte.

«Me lo immagino che scrive seduto alla sua scrivania.»

«Me lo immagino mentre scrive a lume di candela, al buio.»

«Me lo immagino da solo, mentre beve una pozione per avere più fantasia e scrive nella sua stanza.»

Ma questa figura mitologica che è lo scrittore, dove e come scrive realmente? Vediamo alcuni esempi di scrittori famosi.

Stephen King, nel suo On Writing, riporta:

“Ho sfornato i miei primi due romanzi pubblicati, Carrie e Le notti di Salem, nella lavanderia di un maxicaravan con un tavolino da bambini in bilico sulle cosce, pestando sui tasti dell’Olivetti portatile di mia moglie.”

Più avanti, il suo datore di lavoro gli cede la scrivania del suo studio per permettergli la stesura dei suoi romanzi.

Daphne du Maurier (Mia cugina Rachele, Gli Uccelli, Rebecca la prima moglie, Jamaica Inn) si stabiliva un piano di scrittura giornaliero che seguiva rigorosamente, restando seduta alla scrivania della sua stanza e non permettendo a nessuno, neppure ai suoi figli, di disturbarla. Chiudeva la porta e da quel momento e per le ore a seguire entrava nel suo personalissimo mondo.

Daphne Du Maurier Scrivania

Virginia Woolf  preferiva stare in piedi e scrivere sul piano inclinato della sua scrivania, un tavolo alto tre piedi e mezzo con un’angolatura che le permetteva di osservare il suo lavoro sia da vicino che da lontano. Aveva inventato anche una tavoletta di compensato con penne e inchiostro attaccati, per avere sempre a portata di mano tutto l’occorrente per la scrittura.

Per Vladimir Nabokov e Gertrude Stein il luogo ideale per scrivere era l’automobile, che consentiva loro il giusto isolamento, mentre Agatha Christie ideava omicidi sgranocchiando mele nella sua vasca da bagno.

Marcel Proust scriveva sul letto, in una stanza che aveva fatto insonorizzare appositamente per dedicarsi alla stesura delle sue opere senza essere disturbato. Anche James Joyce si dedicava alla scrittura da sdraiato e indossava un cappotto bianco per riflettere meglio la luce sul foglio, dati i suoi problemi di vista.

Walter Scott non scriveva seduto a un tavolo, ma… componeva poesie sulla sella del cavallo.

Roald Dhal, invece,  scriveva così, con una tavola che poggiava sui braccioli della sua poltrona.

E ora, senza avere la pretesa di paragonarmi a nessuno di questi grandi scrittori, vi mostro il mio angolino.

Scrivania MelIo scrivo da qui.
È un angolino molto più disordinato, solitamente, ma l’ho tirato a lucido per l’occasione.

Tutto, persino il tavolo, ha un valore affettivo. Il piano è stato costruito dal mio falegname di fiducia (mio papà) e mi segue dai tempi dell’università.
Candele profumate, dolci ricordi, quaderni e diari la fanno da padroni sulle mensole, e di recente ho inserito un compagno fidato che resterà sempre con me, a ricordarmi la storia che ha rubato per sempre la parte del mio cuore che si nutre d’inchiostro.
Il Quadernone Fabbricone è onnipresente, pronto a raccogliere spunti e idee.
La grande assente in questa foto, invece, è la mia bella tazza di tè fumante.
Ho sempre sognato un posto tutto mio per la scrittura. Nella mia mente l’ho sempre visualizzato come una torretta solitaria, distaccata dal resto della casa, nella quale rifugiarmi e da riempire di fogli e appunti sparsi.
Quella qui sotto non è in una torre, ma come inizio non c’è male!

E voi, da dove scrivete? Se avete voglia di raccontarmelo, lasciatemi un commento.

Mel

Lontano dalla città

Non so se avete la fortuna di possedere un luogo del cuore, un posto in cui rigenerarvi, ricaricarvi, e che, quando vi sentite giù di morale, stanchi e affannati dalle incombenze quotidiane, vi chiami a gran voce, reclamando la vostra presenza.

Se lo avete anche voi, come me, siete persone fortunate.

Il mio si trova a qualche chilometro di distanza da dove abito, non ci vado spesso, ma quando capita mi regala emozioni indescrivibili.

E, meraviglia delle meraviglie, la Natura ha sempre un dono per me, mi riaccoglie come una figlia rimasta lontana per tanto tempo.

Sul sentiero mi riempio gli occhi di verde e il cuore di bellezza, perché non esiste altro posto diverso da questo che sento di poter chiamare Casa.

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Tappeti di edera proteggono il terreno, talvolta si gettano nel vuoto, formando cascate di foglie.

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Una stella verde si muove. Spuntano due zampe lunghe, fragili e scure. Spiccano un balzo e infine la vedo: una rana minuscola, così piccola che quasi si fatica a vederla. La vedete anche voi?

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I castagni, maestosi padroni del bosco, con i loro tronchi cavi sono rifugio, riparo. La luce passa dall’alto del fogliame e giunge fin dentro il tronco, che si trasforma in una cattedrale di legno.

 

Pietre su pietre testimoniano il passaggio di antiche popolazioni, e poi lì, nel folto del bosco, si arriva a toccare il torrente, con la sua Memoria d’acqua.

Le foglie cadute formano un tappeto sulla superficie, sembra quasi di poterci camminare sopra.

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Acqua e Terra raccontano storie a chi ha il dono di poterle ascoltare.

E allora riempio le orecchie dei sussurri del vento, prendendo appunti nel taccuino che tengo sempre pronto nella mia mente, in occasioni come queste.

E’ venuto il momento di rimettersi a scrivere, di percorrere nuovi sentieri.

Grazie Autunno, grazie Settembre e grazie Natura: siete la fonte d’ispirazione migliore per me.

Mel

La scrittura è Creazione. Quando lo scrittore diventa Dio

Chi scrive crea mondi, spezza confini, genera immagini.
Scrivere non è solo riversare emozioni e sensazioni sulla carta, ma è ragionare, studiare, applicarsi. Lo scrittore è uno stratega, un sognatore che immagina realtà altre che, per diventare reali, hanno bisogno di tutta la credibilità possibile.
E allora si studiano la storia, la religione, la sociologia, la geografia e tutte quelle discipline volte alla costruzione del personaggio principale di una storia: il mondo.
La scrittura è Creazione!

Vediamo, dunque, alcuni consigli su come creare un’ambientazione di fantasia che sia credibile e ben caratterizzata.

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Nel momento in cui vi apprestate a inventare un mondo, dovete immaginare voi stessi come la sua divinità creatrice. Dovrete sentirvi, in altre parole, come se foste Dio. Bello, vero? Questo potrà soddisfare il vostro Ego, ma abbassate la cresta adesso, perché essere il Creatore è un compito tutt’altro che semplice!

Avete presente tutte le nozioni che ci sono state insegnate? Ecco, spazzatele via una volta per tutte: “Al principio era…” cosa? Spetta a voi completare la frase e, se volete essere divinità originali, non potete far seguire quell’incipit con “il verbo” o “il caos“, quindi largo alla fantasia!

Costruite il vostro mondo da zero, dategli regole nuove. Ispirarsi alla realtà non è vietato, badate bene, ma potete riformularla per modellarla a vostro piacimento. Che gusto ci sarebbe, altrimenti, nel fotocopiare una realtà pari a quella che conosciamo?

Volete disegnare una mappa dei luoghi in cui ambienterete la storia? Molto bene, avete avuto un’ottima idea. Ricordatevi, però, che bisogna giustificare ogni scelta anche sulla mappa. Catene montuose, fiumi, laghi, mari, deserti, praterie, punti cardinali… tutto deve essere studiato alla perfezione. Ogni elemento va posto nell’ambiente giusto, rispettando le regole di base di Madre Natura, reale o fittizia che sia.

Pianificate la flora e la fauna dei luoghi che inventate e, se deciderete di inserire nel vostro mondo gli animali che conosciamo (orso, cervo, cane, topo…), allora informatevi sulle abitudini di questi ultimi. Volete inserire un orso? Allora dovete fare in modo che ci siano degli ambienti adatti alla sua sopravvivenza. So che potrà sembrare scontato, ma vi assicuro che non lo è affatto. La stessa cosa succede per la flora.

esplorareUna volta che avrete in mente il mondo e che lo avrete esplorato, dapprima come se foste sulle ali di un’aquila e poi dalla visuale di un serpente strisciante, potrete iniziare a pensare alle popolazioni che transitano e abitano su quel territorio.

Vi siete mai chiesti quanto il luogo in cui nasciamo influenzi il nostro carattere, la nostra personalità? No? Be’, allora è giunto il momento di farlo.

Nascere in luoghi in cui il clima è inclemente, tempra l’animo delle persone, le irrobustisce sia fisicamente che psicologicamente. Un luogo ostile spinge le persone ad arrangiarsi, ad affrontare la sopravvivenza pura, semplice e selvaggia.

Al contrario, chi nasce e cresce in luoghi pianeggianti, dove tutto è semplice, sarà meno abituato alla fatica, più gioioso, forse, ma affronterà i problemi con grande difficoltà. Rifletteteci.

Un esempio che in parte esula dalla materia che stiamo trattando è il seguente. Tempo fa, un amico che pratica soft air doveva andare con la sua squadra in Piemonte, per incontrarsi con un’altra squadra del posto. Giunti lì, hanno vinto contro gli avversari con estrema facilità: il mio amico, infatti, era abituato a ben altri terreni, più brulli, aspri e scoscesi. Trovarsi sui terreni pianeggianti del basso Piemonte è stata una passeggiata per lui e per i suoi, che correvano come schegge. Al contrario, quando la squadra avversaria  è scesa in Liguria per la rivincita, è stata nuovamente schiacciata: il terreno, ancora una volta, aveva favorito chi giocava in casa.

Torniamo, ora, alla costruzione di un popolo e delle sue usanze.

Immaginate l’uomo (o la razza che desiderate creare) inserita nel contesto che avete generato. In cosa crede? Qual è la sua spiritualità? Com’è organizzata la società?

Pensate che sia semplice? Se sì, vi sbagliate di grosso.

Recentemente sto facendo ordine tra diversi appunti vecchi e nuovi, spunti per una storia che mi piacerebbe scrivere. Per facilitarmi il lavoro, ho deciso di aprire un file word e di dedicare una o più pagine a ogni argomento. Ho diviso tutte le materie come segue.

Spiritualità

  • Chi è il capo della comunità religiosa? Quali sono le sue funzioni?
  • Su cosa si basa la spiritualità e come viene vissuta?
  • Le festività religiose.
  • Culto pubblico e privato.
  • Luoghi di culto.
  • Miti e leggende.

Cultura e folclore

  • Come vengono tramandate le tradizioni?
  • La vita in casa.
  • Da quali elementi è costituita l’abitazione tipica?
  • L’educazione.
  • Le arti e le scienze.
  • Come viene scandito il tempo? In quante parti è diviso l’anno? Quali stagioni ci sono?
  • Superstizioni e usanze.
  • Regole socialmente riconosciute e valori.
  • Quali sono le abitudini quotidiane del popolo?
  • Quali sono gli abiti che si indossano abitualmente?
  • Qual è l’alimentazione di base?
  • Quali sono le caratteristiche fisiche comuni del popolo?

Organizzazione della società

  • Le classi sociali.
  • Il ruolo della donna.
  • Chi è a capo della società?

Geografia

  • Flora.
  • Fauna.
  • Corsi d’acqua e mari.
  • Catene montuose.
  • Deserti.
  • Foreste.
  • Zone pianeggianti.
  • Distanze.
  • Clima.
  • Economia.

Ora, considerate che questa è solo una piccola parte del lavoro. Lo schema riportato sopra può essere ampliato o modificato a seconda delle esigenze, ma vuole essere uno spunto da cui partire per riflettere sulla difficoltà insita nell’inventare qualcosa da zero. Si tende a credere che scrivere fantasy sia semplice, un gioco da ragazzi, ma non è così, tutt’altro. Per creare un mondo vostro e nuovo, dovrete abbandonare la consapevolezza che avete raggiunto di quello reale, o meglio: dovrete riformulare tutto quello che sapete e che avete imparato e pensarlo in un contesto inedito. Diamo per scontate molte cose, come le regole sociali non scritte e condivise da tutti; spesso non pensiamo che in una realtà diversa da quella che conosciamo possano esserci regole altrettanto differenti. Creare un’ambientazione da zero è un compito arduo, un esercizio volto a rieducare la mente facendola lavorare sodo.

Avete ancora almeno un pizzico delle manie di grandezza iniziali? Bene, allora non vi resta che rimboccarvi le maniche e dare vita al vostro personalissimo mondo. Buon lavoro!

Mel

 

Tutto torna

829be782-74ba-43ce-9b76-212a89860afdE infine è tornata la voglia di candele accese, di perdersi nel veder danzare la fiamma.
Sono tornate le giornate del tè caldo al pomeriggio, della carezza delle calze e della coperta.
È tornato il momento di riconquistare del tempo per sé, di restare in silenzio ad ascoltare il rumore che fanno le foglie che cadono, i pensieri vecchi che lasciano spazio a quelli nuovi, leggeri come l’ultimo salto dal ramo dell’albero alla terra soffice e scura.
È di nuovo il momento di aprire il quaderno, il diario, di togliere il tappo alla penna e lasciar fluire le emozioni nere d’inchiostro sul foglio immacolato.
È  l’ora di rimettersi a scrivere, di vivere ancora e ancora attraverso le parole scritte per personaggi nuovi.
È  tempo di trasformazione, il più bello dell’anno per me 

Mel

“L’arte di scrivere. Regole, tecniche e consigli di scrittura creativa”

Avevo detto sulla pagina Facebook che settembre sarebbe stato un mese ricco di novità, e questa è la prima.

L'arte di scrivere

“L’arte di scrivere” è la mia ultima fatica letteraria. Non si tratta di un romanzo, questa volta, ma di un manuale di scrittura creativa, un prontuario per chi desidera diventare scrittore.
Nato poco prima dello sbocciare della primavera, mi ha tenuta impegnata per molto tempo durante la sua stesura, e ora , finalmente, è pronto anche lui per giungere tra le mani di lettori inaspettati.
Ho deciso di scrivere un manuale per trasmettere tutto quello che ho imparato in questi anni di studio, di pratica e di esperienze.

In questo prontuario non troverete solo le regole base per una buona scrittura, ma anche consigli e dritte sul mondo editoriale e sulla promozione del romanzo fatto, finito e pubblicato. L’ultima parte del manuale è dedicata ai generi letterari, con un occhio di riguardo ai romanzi che hanno fatto la storia di ogni genere, perché si sa: la lettura è la base da cui partire per poter scrivere bene.
Infine, come avevo già accennato nei mesi scorsi, a “L’arte di scrivere” è affiancata la proposta di un corso di scrittura creativa con sede a Sanremo. Per maggiori informazioni vi invio alla pagina a esso dedicata
: (L’arte di scrivere – Corso di scrittura creativa) e, nel caso in cui vogliate partecipare, vi invito a contattarmi (trovate il form apposito nella sezione “Contatti” in alto a destra del blog).

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Titolo: L’arte di scrivere. Regole, tecniche e consigli di scrittura creativa.
Autrice: Melania D’Alessandro
Pagine: 128
Prezzo: 13,50 euro formato cartaceo
Editore: Leucotea
Data di pubblicazione: 5 settembre 2017

 

Contenuto: Comporre un testo, sia esso un romanzo, una relazione o un tema può sembrare intuitivo. Tuttavia, per farlo bene, è necessario seguire qualche semplice regola. Questo libro, che si pone al lettore come una sorta di vademecum, vi aiuterà a superare gli ostacoli per una corretta composizione del testo e vi darà qualche utile dritta sul mondo editoriale e su come promuovere al meglio il vostro futuro romanzo.

Puoi acquistare “L’arte di scrivere. Regole, tecniche e consigli di scrittura creativa” sui principali store online, ordinarlo direttamente sul sito Leucotea o nelle migliori librerie del territorio nazionale.

In bocca al lupo, mia creatura di carta e inchiostro! E buona lettura a tutti voi 

Mel

 

 

 

Promuovere il proprio romanzo

Che decidiate di autopubblicarvi o di affidarvi a un editore, è importante curare con impegno, costanza e attenzione quello che verrà dopo il lancio dell’opera sul mercato.

Sia che siate i fortunati che riusciranno a firmare un contratto con un colosso dell’editoria, sia che pubblichiate con un editore più piccolo, non potete pensare che il vostro libro si promuova da solo e venda milioni di copie senza alcun tipo di contributo da parte vostra, soprattutto se siete sconosciuti e avete una ristretta cerchia di amici e conoscenti.

Il lavoro che si fa con un romanzo non è mai concluso con la battitura dell’ultima parola, e neppure con la sua stampa. Bisogna continuare a adoperarsi, diventando veri e propri imprenditori di se stessi e cercando di arrivare al maggior numero possibile di lettori.

Vediamo alcuni consigli utili.

Presentazioni e firmacopie.

Fate una lista di persone che conoscete e che potrebbero essere interessate al vostro libro, o che vi tornerebbero utili ai fini promozionali. Segnatevi le librerie della vostra zona, le associazioni culturali che potrebbero ospitare un evento creato da voi in locali messi a disposizione da loro. Il romanzo che avete scritto è adatto alle scuole? Se sì, provate a sentire i vostri insegnanti, anche se sono ormai pensionati: potrebbero riuscire a consigliare il vostro testo a qualche collega più giovane. Informatevi sulle sale di utilizzo pubblico, le fiere e le manifestazioni culturali della zona in cui vivete che vi ospiterebbero di buon grado e proponetevi anche alle biblioteche.

A questo punto avrete già un bel lavoro da fare, nel contattare chi di dovere per organizzare le prime presentazioni del vostro romanzo. Affidatevi a un grafico per la realizzazione di locandine informative da affiggere in luoghi strategici e tenendo sempre ben presente il target a cui si rivolge l’opera che avete scritto, sfruttandolo a vostro favore. Se, per esempio, avete pubblicato un libro per ragazzi, portate le locandine ai luoghi di ritrovo dei giovani, ai locali da loro più frequentati e in vicinanza degli edifici scolastici e sportivi.

Scoprirete che potrebbe essere più difficile e faticoso del previsto trovare la location adatta per la presentazione, ma non scoraggiatevi. Siate caparbi e determinati e organizzate un calendario di eventi non troppo ravvicinati tra loro.

Se pensate di non essere in grado di parlare della vostra opera davanti a un pubblico, fatevi aiutare da un relatore, una persona di vostra fiducia che ha letto il libro e lo ha apprezzato e che modererà l’incontro, intervistandovi e aiutandovi a rompere il ghiaccio.

Le presentazioni sono un mezzo utile per farsi conoscere e vendere qualche copia, i lettori di oggi, estremamente curiosi, hanno bisogno di vedere l’autore in carne e ossa, di sentirsi a lui affine. Presentare un romanzo è un buon metodo per farsi pubblicità, ma può essere dispendioso sia in termini economici che di tempo.

In alternativa, potete provare a organizzare un evento di firmacopie nelle librerie della vostra città e di quelle limitrofe. In questo modo, anziché parlare a un pubblico più o meno ampio di persone, vi sarà offerto un piccolo spazio all’interno dell’esercizio commerciale in cui autografare le copie a chi deciderà di acquistarle, scambiando qualche parola con chi avrete di fronte e testando le vostre capacità di venditori.

Una volta che vi sarete fatti conoscere nella vostra zona, potete provare a espandervi, organizzando eventi anche in altre città e regioni, magari con l’appoggio di legami di parentela e di amicizia a distanza.

Partecipare alle fiere di settore.

Alcuni editori offrono ai propri autori la possibilità di partecipare a diverse fiere del fumetto e dell’editoria, ospitandoli allo stand della casa editrice e/o organizzando presentazioni in ambito fieristico. Anche se l’editore non prevedesse questo tipo di iniziativa, potete pensare di farlo in autonomia in quanto autori e di partecipare indipendentemente, prenotando uno stand di modeste dimensioni o aggregandovi ad altri colleghi interessati all’esperienza.

Se potete, non lasciatevi scappare l’opportunità di partecipare alle fiere, è un ottimo modo per mettersi in gioco. Forse alla vostra presentazione non verranno in molti, visto che siete sconosciuti, ma se sarete abbastanza intraprendenti potrete stringere delle buone amicizie con i vostri colleghi scrittori e stabilendo un contatto diretto con il pubblico di lettori. Non siate timidi e cercate di sfruttare al meglio l’esperienza a vostro favore.

L’ambiente fieristico insegna all’autore a rapportarsi con il proprio pubblico in un modo diverso dalla classica e statica presentazione, che prevede un relatore che pone domande e uno scrittore che offre risposte. È un rapporto che si basa sulla frontalità, quella stessa che tanto odiavamo sui banchi di scuola, quando un docente impartiva i suoi insegnamenti “forzandoci” all’ascolto. Il rapporto che si crea in fiera, soprattutto presenziando allo stand, è diverso, più colloquiale e, se si sanno giocare bene le proprie carte, il lettore (quindi il pubblico) sentirà che l’autore non è distante, dietro la cattedra e irraggiungibile, ma è una persona come tante, desiderosa di far conoscere la propria passione e di interagire con gli altri. Lo scrittore, quindi, scende dal piedistallo immaginario su cui spesso il lettore lo pone, e diventa “uno di noi”, uno, per l’appunto, con cui scambieremmo volentieri una chiacchierata, davanti a una tazza di caffè o a un libro. A importare è la vicinanza di quel contatto, una vicinanza fisica, sì, ma anche e soprattutto di spirito.

Web marketing e Pubbliche Relazioni Digitali

Uno degli aspetti fondamentali da curare dopo la pubblicazione di un romanzo è quello della pubblicità. La triste verità è che un autore deve imparare a fare il grosso del lavoro da solo, perché neppure un grande editore potrà sponsorizzarlo nel modo giusto, questo è solo un miraggio, un falso mito che bisogna sfatare. A meno che non siate scrittori affermati e di professione o personaggi pubblici conosciuti sul territorio nazionale (o internazionale), il vostro romanzo non verrà promosso con il massimo dell’impegno da parte di un grande editore, per il semplice fatto che i libri da lui pubblicati sono troppi e non può permettersi di pubblicizzarli tutti alla stessa maniera, soprattutto se sa di poter ricavare di più sugli scritti degli autori più affermati. La stessa cosa capita con i librai, che si trovano ad affrontare delle spese e a dover guadagnare per vivere, per cui non è detto che una pubblicazione con un importante editore vi garantisca la presenza sugli scaffali di tutte le librerie italiane.

Oltre alle presentazioni, agli incontri con i lettori e alla partecipazione alle fiere, un autore dovrebbe essere in grado di promuovere anche il proprio lavoro online. In un mondo in cui tutto è sempre più digitale e social, bisogna essere disposti a confrontarsi con la tecnologia, al fine di raggiungere i potenziali lettori lontani e abbattere le barriere geografiche. Oggi più che mai, inoltre, le persone vengono attratte da chi si presenta come “personaggio”. Così come nel mondo dello spettacolo ogni attore/conduttore/cantante si costruisce una propria identità, anche l’autore moderno deve imparare a esaltare le proprie qualità e potenzialità per entrare in sintonia con altre persone, sia per interessi comuni che per simpatia.

Lo scrittore deve saper comunicare online e deve curare anche il modo in cui comunica: i vostri commenti su Facebook e Twitter dicono molto di voi, per esempio. Se scrivete in modo sgrammaticato, la gente sarà meno incentivata ad acquistare il vostro libro, perdete di credibilità. Gli stati che aggiornate sui social parlano del vostro modo di essere, della vostra quotidianità, e rappresentano un filtro tra voi e il mondo; se suscitate simpatia è possibile che le persone decidano di leggere qualcosa di vostro. Nella nostra società tutto è apparenza: se siete schivi, timidi o elusivi, difficilmente potrete essere apprezzati. Questo non significa necessariamente che dovrete trascorrere la maggior parte della vostra vita sul web e sui social network, cercando di apparire quelli che non siete. Siate sinceri e voi stessi, ma fate in modo di fare emergere la vostra personalità anche sul web.

Preparate un piano di lavoro quotidiano e fate di tutto per metterlo in pratica e portarlo avanti con costanza. Decidete quanto tempo potete dedicare ogni giorno alla vostra vita virtuale e alla promozione delle vostre opere, tenendo presente che bastano anche pochi minuti, non necessariamente delle ore. L’obiettivo principale all’inizio della vostra carriera di scrittori deve essere quello di farvi conoscere. È un processo che richiede molta pazienza, perché i risultati arrivano solo con il tempo e se avrete costruito e consolidato le pubbliche relazioni digitali. Cercate di non limitare la vostra presenza all’uscita del libro, sparire per mesi non vi sarà di alcun aiuto: come abbiamo visto, ci vuole costanza.

Fate sapere alle persone che il vostro libro esiste, altrimenti nessuno lo saprà. A questo proposito, prendete nota delle redazioni di quotidiani online e cartacei della vostra zona e inviate loro un comunicato stampa, soprattutto in occasione di eventi che riguardano il romanzo. Inserite nel comunicato qualche riga iniziale di presentazione della vostra opera. Anche qui valgono le stesse regole enunciate per la sinossi: non siate autoreferenziali e autocelebrativi, non scrivete frasi fatte e cercate solo di interessare l’interlocutore, senza esagerazioni. Passate poi a elencare i dati tecnici del libro: titolo, autore, editore, genere, numero di pagine, data di pubblicazione, prezzo e formati disponibili, quarta di copertina, link di acquisto, booktrailer, pagina Facebook, sito e un breve estratto a scelta. Infine, allegate la copertina, premurandovi di inviarla in un formato grande e con una buona risoluzione.

Se potete, contattate e inviate il comunicato stampa anche ai blog letterari, avendo cura di seguire le politiche di ogni blogger riportate in maniera chiara ed esaustiva nella sezione contatti di ogni blog che si rispetti. In questo caso, non inviate mail standard a tutti, ma fate notare l’impegno e il rispetto che nutrite nei confronti del lavoro di chi si trova dall’altra parte dello schermo.

Potete avviare una collaborazione con alcuni blog da voi scelti per organizzare blogtour e proporvi per un’intervista. I blogtour, in particolare, permettono di rivelare molti aspetti di un’opera, più di quelli che potrebbero rientrare in un classico comunicato stampa o in una segnalazione. Rivelate il “dietro le quinte” del vostro lavoro, spiegando com’è nata l’opera, quale musica avete ascoltato durante la sua stesura, gli schizzi dei personaggi che voi stessi avete disegnato o che avete trovato sul web, insieme a tutti quei contenuti speciali che ritenete possano incuriosire il pubblico di lettori.

Oltre ai blogger, contattate anche i booktuber: i canali YouTube sono un’ottima vetrina, soprattutto quelli che ricevono un alto numero di visualizzazioni.

Ricercate ogni occasione possibile per ricevere una recensione. È di fondamentale importanza che i lettori possano leggere i pareri altrui su quello che avete scritto e, se avrete fortuna, potrà scattare il tanto agognato passaparola. Non commettete, però, l’errore di spedire il file pdf dell’intero libro a tutti i contatti che avete. Non solo rischiate che diventi vittima di pirateria, ma avete bisogno che qualcuno lo compri e che il vostro libro venda. Se desiderate far recensire la vostra opera (cosa buona e giusta), dovete fare una selezione, una scelta accurata, assicurandovi che la persona a cui la state inviando possa apprezzarla (chiedetevi, per esempio, quali generi di libri preferisca).

Se ne avete la possibilità, mettete in palio una o più copie gratuite cartacee o digitali del vostro libro su Facebook o su un blog, facendo in modo che le persone condividano l’evento sui social network. In questo modo il vostro nome e la vostra opera circoleranno, e chissà che qualcuno, pur non aggiudicandosi il premio, non decida di comprare comunque il libro.

Un modo utile per raggiungere più lettori è quello di offrire la possibilità di scaricare gratuitamente le prime pagine del testo, per permettere al consumatore di “assaggiare” il prodotto prima dell’acquisto. Può servire, a tal proposito, scrivere degli spin-off da distribuire alle presentazioni e online in modo libero e gratuito.

Parlando invece di social network, scegliete quelli che sentite più su misura per voi. Create una pagina Facebook a vostro nome o omonima al romanzo e inserite in essa tutte le notizie utili: dalle recensioni ricevute alle foto dei lettori, dagli eventi che organizzerete a piccoli sguardi sulla vostra vita da scrittori. Potete sponsorizzare la pagina per promuovervi, pagando una cifra che deciderete preventivamente e che potrà servirvi a ricevere un maggior numero di visualizzazioni.

Partecipate attivamente ai gruppi chiusi di scrittura e di lettura, in modo da farvi conoscere e confrontarvi con altri colleghi. Alcuni gruppi, inoltre, organizzano periodicamente giornate dedicate a un autore: proponetevi per questo genere di iniziativa.

La vostra vita social non deve essere costituita solo da stati promozionali e da una sfilza di link d’acquisto, perché infastidiscono e rischiate di sortire l’effetto contrario a quello desiderato. Siate presenti con spontaneità, tenendo presente che i social non vi serviranno a vendere di più, ma solo a farvi conoscere, a raggiungere più lettori e a interagire con chi vi ha già letto o con altre figure utili (editori, editor, agenti letterari, scrittori…).

Se pensate di riuscire a portarlo avanti con costanza, aprite un blog personale in cui raccontare di voi e dei vostri scritti ai lettori.

Per concludere, riflettete sul fatto che nella nostra società, dove tutto si basa sull’immagine e su esperienze sensoriali (si pensi ai contenuti touch degli smartphone e alla condivisione compulsiva di foto di ogni genere) è sempre più difficile vendere un prodotto statico, finito e graficamente poco interessante come un libro. Lo scrittore di oggi ha l’arduo compito di trovare un modo per attirare l’attenzione su quello che ha scritto, e può farlo solo creando contenuti nuovi e multimediali, servendosi della tecnologia e utilizzando le “armi” che essa mette a disposizione, volgendole a proprio favore.

Mel

ATTENZIONE: Questo brano è stato tratto dal manuale “L’arte di scrivere. Regole, tecniche e consigli di scrittura creativa“, Melania D’Alessandro, Edizioni Leucotea (2017). Ne è vietata, pertanto, la riproduzione anche parziale senza riportare la fonte.