Chiamatemi Anna

Il 12 maggio è sbarcata su Netflix la nuova serie tv dedicata alla storia che tutti noi conosciamo come Anna dai capelli rossi. Il titolo della serie, tratta dai celebri romanzi di Lucy Maud Montgomery, è “Chiamatemi Anna” (“Anne with an E” nella versione originale) e fin dai primi fotogrammi dimostra i suoi innumerevoli pregi.

Non spetta a me parlare della parte più tecnica di questo piccolo capolavoro cinematografico, ma vale la pena spendere qualche parola sulla storia, i personaggi e le tematiche, che mi competono sicuramente di più.

Non avrei saputo intraprendere una scelta migliore per gli attori della serie, a partire da Anna, Marilla e Matthew per concludere con Rachel, Diana e i compagni di scuola di Anna. Tutti impeccabili nella loro interpretazione, perfettamente calzanti nel ruolo assegnatogli.

ANNE_101_Day5_0452.nefSono rimasta colpita dall’espressività e dal talento di Amybeth McNulty (interprete di Anna) che, nonostante la giovane età, trasmette con enfasi le emozioni della protagonista allo spettatore. E sono proprio i sentimenti di Anna a fare da colonna portante all’intera serie, tanto che non si può non sentirsi travolti dall’onda di freschezza ed emozione dell’orfanella adottata dai fratelli Cuthberth.

Nonostante le grandi sofferenze che la vita le ha inflitto, Anna combatte i dolori del suo passato grazie al grande spirito di immaginazione che la caratterizza. Tutto, intorno a lei, è fonte di meraviglia, stupore e poesia. Potrebbe apparire un tratto tipico dei bambini, ma Anna va ben oltre l’aspetto immaginativo infantile: lei si impegna per dare un nome alle proprie emozioni, indaga nel suo animo e cerca la definizione giusta per quello che sente. Ma Anna non è solo spensieratezza ed emozioni. L’eroina di questa serie tv introduce al pubblico di spettatori tematiche attuali ancora oggi, nella nostra modernità. Si interroga sulla condizione della donna, chiamata a essere moglie e madre in una comunità nella quale non ha altri ruoli che questi. La ristrettezza di queste idee non compiacciono la protagonista, che detesta l’idea di ridurre la sua vita a uno strumento per sfornare figli e per obbedire a un marito. Per questo, fin dalla sua prima comparsa a Green Gables, Anna ci tiene a far valere le proprie ragioni e a combattere per la parità dei sessi.

Chiamatemi Anna - Anne with an ETuttavia, non è solo questo il problema che si troverà a dover affrontare. Anna non è come tutti i bambini della sua età, la condizione di orfana la rende diversa, insieme ai capelli rossi che lei detesta tanto. Possiede, inoltre, un’intelligenza fuori dal comune e conoscenze di cui non dispongono neppure gli adulti. Con i suoi paroloni sofisticati e il suo spirito ribelle, finirà per cacciarsi nei guai in più di un’occasione.

Caparbia e idealista come l’eroina del suo libro preferito, “Jane Eyre”, Anna commuove lo spettatore, con i suoi ragionamenti sottili e con la grande sensibilità che la contraddistinguono.

“Chiamatemi Anna” è davvero un capolavoro, anche se non mi è difficile credere che non tutti ne comprenderanno i significati più profondi.

Il tema della crescita è rappresentato in modo impeccabile, insieme ai drammi che le bambine si trovano a dover affrontare con il sopraggiungere della preadolescenza. La serie tv, inoltre, offre uno spaccato della società dell’epoca e del sistema scolastico d’un tempo, che non teneva conto dei bisogni, delle esigenze e delle difficoltà degli alunni. L’insegnamento veniva impartito con metodi coercitivi e inefficaci e Anna, ancora una volta, dimostrerà che non bastano i libri a seminare intelligenza e che la vita deve basarsi sull’esperienza.

Un altro tema è quello della famiglia, ma non quella di sangue, bensì quella dell’anima. Matthew e Marilla Cuthberth sono la vera famiglia di Anna, e le famiglie si aiutano nel momento della difficoltà.

downloadNon mi aspettavo di trovare tematiche quali il femminismo, la violenza sulle donne, i tabù della società, il bullismo e il lutto in una serie Netflix che, a giudicare dalla sua copertina, si presentava con toni spensierati. La leggerezza è presente, sì, ma gioca a nascondino con i drammi della vita, in un rincorrersi reciproco che commuove profondamente chi si trova dall’altra parte dello schermo, spettatore di uno spettacolo avvenuto almeno una volta nella vita di ognuno di noi.

“Chiamatemi Anna” è un gioiello di rara bellezza, un inno che invita a coltivare l’immaginazione nascosta nel bambino interiore che è dentro di noi. Se siete persone sensibili non potrete che innamorarvi della poesia di questa serie, per cui non lasciatevela scappare.

Mel 

 

 

 

Annunci

Dirk Gently – Agenzia di Investigazione Olistica

Ho visto questa serie tv nelle vacanze natalizie, appesantita da uno dei tanti pranzi con tutto il parentado.

Avevo bisogno di qualcosa che mi permettesse di stravaccarmi sul divano per riprendermi dalla botta calorica senza addormentarmi, possibilmente, ed eccomi accontentata con Dirk Gently.

Vederlo è stato così piacevole che non mi sono più alzata da quel dannato divano fino alla fine delle otto puntate. Sì, avete capito bene: l’ho visto tutto in una sola giornata, direi “tutto d’un fiato”, anche se è un’espressione più adatta a un romanzo che non a un telefilm.

Mi ha rapita, intrappolata davanti allo schermo, ed è stata una piacevole sorpresa. Ogni puntata costituiva un pezzo in più del puzzle, sempre più esilarante e coinvolgente.

tumblr_inline_ok1fujt5ib1r93g1l_500

Mentre guardavo la storia dipanarsi sotto i miei occhi, a volte intricandosi, a volte sciogliendosi, mi è venuta un po’ di sana invidia.

Perché un’idea così geniale non è venuta a me? Dannazione! Ho pensato.

Personaggi ben caratterizzati, vivi, realistici.

Storia avvincente come un thriller o un giallo di tutto rispetto, commovente in alcuni tratti, e divertente quanto un libro game o d’avventura.

Insomma, ci sono tutti gli ingredienti di una storia che funziona, accidenti!

Ho amato gli attori, dal primo all’ultimo, ed è stato bello approfondire la psicologia di ogni personaggio a ogni episodio sempre di più. Elijah Wood è divertentissimo nei panni di Todd, così come anche Samuel Barnett in quelli dell’investigatore Dirk. Sono esasperati, caricaturali, ma sono una cosa ancora più importante: VERI. Veri con le loro imperfezioni, veri con le loro colpe a volte inconfessabili e veri con i loro dubbi, le loro azioni…

dirk-gently2

Dirk Gently è il genere di storia che sì, avrei voluto scrivere io, ma l’invidia che mi ha suscitato è stata costruttiva, perché mi ha spronata e stimolata a fare di meglio, a superarmi.

E poi, diciamolo, non mi ritengo certo paragonabile – neanche lontanamente – a Douglas Adams, autore della Guida Galattica per Autostoppisti e del libro omonimo da cui è tratta la serie di Dirk Gently!

Quindi, vedete? si ha sempre da imparare qualcosa, e spesso gli insegnamenti si trovano nei posti più inaspettati.

dirk-gently

Ora fiondatevi a guardare Dirk Gently su Netflix e, se non lo avete, approfittate della prova gratuita di un mese per potervi godere la visione di una bella serie tv. Non ve ne pentirete!

Mel