Sulla scrittura

Arriva un momento in cui chi ama scrivere sente il bisogno di leggere le esperienze di altri scrittori. Dopo essersi cimentati nell’arte della scrittura da autodidatti, si potrebbe provare addirittura interesse verso manuali e saggi di tipo tecnico, che aiutino a sciogliere dubbi, a sfatare miti o, più semplicemente, che diano dei validi e professionali consigli.

Io ho iniziato da quelli che vi elenco qui sotto. Non affrontate questo post come fareste con una recensione, perché non è mia intenzione recensire i libri che ho letto sul tema scrittura. Prendete piuttosto la seguente lista come un piccolo excursus, una panoramica generale sui testi da me letti e studiati per permettervi di farvi un’idea e di scegliere quello che sentite più adatto a voi.

Stephen King On Writing“On Writing. Autobiografia di un mestiere”, Stephen King

Il libro di King è un classico, prima o poi tutti si imbattono nel suo saggio di scrittura. È stato di grande ispirazione per me, offrendomi numerosi spunti. Non avevo mai letto niente di King, perché il genere di cui scrive non rientra nei miei preferiti, ma sono stata felice di potermi avvicinare a On Writing e di godere dei suoi insegnamenti. Non è stato necessario conoscere a menadito le opere dello scrittore per comprendere i contenuti del testo. La prima parte del libro è autobiografica e racconta gli episodi principali della vita di Stephen King come scrittore, le sue esperienze e i passi che lo hanno condotto a diventare uno degli autori più venduti su scala mondiale. La seconda parte, invece, è un prontuario di scrittura creativa e racchiude i suoi consigli, le sue riflessioni. On Writing è un testo che apre gli occhi e che permette di farsi un’idea sugli errori più comuni, ma anche di sentirsi a casa. Le parole di King, talvolta, coccolano il lettore (scrittore a sua volta), facendolo sentire meno “solo” nel suo mestiere di fabbricante di storie.

Scrivere un romanzo - Donna Levin“Scrivere un romanzo”, Donna Levin

Se desiderate un manuale tecnico sulla scrittura, quello di Donna Levin potrebbe fare proprio al caso vostro. L’autrice insegna a creare personaggi convincenti, offrendo ottimi spunti, e a ideare trame efficaci. Ampio spazio viene dato anche al punto di vista della narrazione e alle regole di base riguardo aggettivi, avverbi e figure retoriche. Molto buoni sono anche i suggerimenti per la revisione dei propri scritti. Si tratta di un testo che offre un valido aiuto agli aspiranti scrittori e a chi scrive per passione, a mio parere sarebbe ancora meglio leggerlo/studiarlo insieme al titolo seguente.

Master di scrittura creativa - Jessica Page Morrell“Master di scrittura creativa”, Jessica Page Morrell

Anche questo è un manuale tecnico, ma, a differenza di quello della Levin, qui vengono indagate alcune tecniche di narrazione in più, scendendo maggiormente nei particolari. Se desiderate approfondire l’utilizzo di prologhi ed epiloghi, capire come strutturare la trama dei vostri romanzi in modo che in esse sia presente la giusta dose di azione e suspense e come delineare delle descrizioni efficaci, allora Master di scrittura creativa fa al caso vostro.

Ho letto il libro della Levin e quello della Morrell in contemporanea e sono rimasta soddisfatta da entrambe le letture, per cui vi consiglio di prenderli insieme, perché si completano l’un l’altro.

Il mestiere dello scrittore, John Gardner“Il mestiere dello scrittore”, John Gardner

Anche questo, come “On Writing” di Stephen King, non è un manuale tecnico, ma un saggio in cui sono riportate le esperienze dell’autore e le sue conoscenze acquisite grazie al mestiere di insegnante di scrittura creativa. È molto valido, ma se cercate un testo che vi insegni a costruire una trama o dei bei personaggi, allora non fa per voi. Gardner sfiora molti argomenti all’interno del suo saggio, primo tra tutti – quello che occupa la maggior parte del libro – è come si riconosce uno scrittore di talento con possibilità di successo. Analizza in modo scrupoloso e attento le varie tipologie di scrittori, riportando numerosi esempi, permettendo a chi legge di riconoscersi in una o più categorie. “Il mestiere dello scrittore”, quindi, parla più che altro delle qualità che uno scrittore deve possedere, riguarda la sua formazione e la sua impostazione mentale, l’approccio che egli ha nei confronti di ciò che scrive. È un volume che arricchisce sia dal punto di vista personale che da quello culturale e artistico, pur non trattando argomenti di natura tecnica. È utile soprattutto per chi desidera insegnare scrittura creativa, poiché spiega come relazionarsi con i propri allievi in modo efficace e produttivo. Anche in questo caso ci si sente meno soli nel leggere le esperienze di Gardner, ci si rincuora per il fatto di non essere gli unici scrittori insicuri a sentirsi pazzi visionari in preda all’estro creativo e, talvolta, in balia della trance. Gardner offre infiniti spunti di riflessione e approfondimento, ponendo l’accento soprattutto sulla proprietà di linguaggio e sull’originalità linguistica, due punti di fondamentale importanza per chi desidera diventare scrittore. L’ultima parte del testo è dedicata all’analisi di alcune figure dell’editoria, come l’editor e l’agente letterario, utili per fare chiarezza nella mente di chi non conosce questi mestieri. Il libro di Gardner si legge tutto d’un fiato come un romanzo. Non sarà un manuale tecnico, ma ho imparato molto dagli insegnamenti dell’autore ed è stato illuminante sotto ogni punto di vista, per cui lo considero un classico, un must per ogni scrittore o aspirante tale.

Il mestiere di scrivere, Raymond Carver“Il mestiere di scrivere”, Raymond Carver

Nell’acquistare questo libro, mi aspettavo un saggio sulla scia di On Writing di Stephen King, ma mi sbagliavo. Quello di Carver non è un testo concepito in modo unitario, ma consiste in una serie di saggi brevi e introduzioni scritti dall’autore per le sue opere o semplicemente riguardo il suo mestiere di scrittore. A differenza del libro di King, quello di Carver fa continui riferimenti agli altri libri dello stesso autore, per cui consiglio di leggerlo solo dopo aver visionato la produzione carveriana. Potrebbe risultare utile, inoltre, a chi ama scrivere racconti e/o poesie, piuttosto che ad autori di romanzi. Il mestiere di scrivere non racconta in modo autobiografico o tecnico la professione dello scrittore, come dicevo si tratta di una serie di brani e di note messi insieme dall’editore. Nonostante io sia rimasta in parte delusa da questa lettura, ho trovato molto interessante la parte finale, in cui è riportata una registrazione fatta durante una delle lezioni che Carver teneva in uno dei suoi corsi di scrittura. Tale registrazione, riportata sotto forma di discorso nel testo, permette di farsi un’idea di quello che significhi revisionare i propri scritti, offrendo degli spunti di riflessione rilevanti e molto utili.

Se conoscete altri manuali e saggi validi sulla scrittura creativa, lasciate i titoli in un commento. Sarò felicissima di arricchire la sezione della mia libreria a essa dedicata.

Mel

Dirk Gently – Agenzia di Investigazione Olistica

Ho visto questa serie tv nelle vacanze natalizie, appesantita da uno dei tanti pranzi con tutto il parentado.

Avevo bisogno di qualcosa che mi permettesse di stravaccarmi sul divano per riprendermi dalla botta calorica senza addormentarmi, possibilmente, ed eccomi accontentata con Dirk Gently.

Vederlo è stato così piacevole che non mi sono più alzata da quel dannato divano fino alla fine delle otto puntate. Sì, avete capito bene: l’ho visto tutto in una sola giornata, direi “tutto d’un fiato”, anche se è un’espressione più adatta a un romanzo che non a un telefilm.

Mi ha rapita, intrappolata davanti allo schermo, ed è stata una piacevole sorpresa. Ogni puntata costituiva un pezzo in più del puzzle, sempre più esilarante e coinvolgente.

tumblr_inline_ok1fujt5ib1r93g1l_500

Mentre guardavo la storia dipanarsi sotto i miei occhi, a volte intricandosi, a volte sciogliendosi, mi è venuta un po’ di sana invidia.

Perché un’idea così geniale non è venuta a me? Dannazione! Ho pensato.

Personaggi ben caratterizzati, vivi, realistici.

Storia avvincente come un thriller o un giallo di tutto rispetto, commovente in alcuni tratti, e divertente quanto un libro game o d’avventura.

Insomma, ci sono tutti gli ingredienti di una storia che funziona, accidenti!

Ho amato gli attori, dal primo all’ultimo, ed è stato bello approfondire la psicologia di ogni personaggio a ogni episodio sempre di più. Elijah Wood è divertentissimo nei panni di Todd, così come anche Samuel Barnett in quelli dell’investigatore Dirk. Sono esasperati, caricaturali, ma sono una cosa ancora più importante: VERI. Veri con le loro imperfezioni, veri con le loro colpe a volte inconfessabili e veri con i loro dubbi, le loro azioni…

dirk-gently2

Dirk Gently è il genere di storia che sì, avrei voluto scrivere io, ma l’invidia che mi ha suscitato è stata costruttiva, perché mi ha spronata e stimolata a fare di meglio, a superarmi.

E poi, diciamolo, non mi ritengo certo paragonabile – neanche lontanamente – a Douglas Adams, autore della Guida Galattica per Autostoppisti e del libro omonimo da cui è tratta la serie di Dirk Gently!

Quindi, vedete? si ha sempre da imparare qualcosa, e spesso gli insegnamenti si trovano nei posti più inaspettati.

dirk-gently

Ora fiondatevi a guardare Dirk Gently su Netflix e, se non lo avete, approfittate della prova gratuita di un mese per potervi godere la visione di una bella serie tv. Non ve ne pentirete!

Mel

Mani in pasta

Chi mi conosce sa che la cucina è una delle mie numerose passioni.

Amo preparare da mangiare per le persone che amo e mi piace soprattutto preparare dolci, è una cosa che mi diverte.

Un freddo pomeriggio, quindi, ho organizzato una merenda a casa mia e ho sfornato una torta buonissima, già solo a guardarla si divorerebbe con gli occhi, figurarsi, poi, quando arriva al palato!

La ricetta è tratta da Giallo Zafferano, la riporto qui sotto nel caso in cui qualcuno volesse cimentarsi.

Crostata al cioccolato con crema alla ricotta

INGREDIENTI:

crostata-cioccolato-con-ripieno-di-ricottaPer la frolla

  • 225 gr burro freddo
  • 450 gr farina (io ho usato la 0)
  • 45 gr cacao amaro in polvere
  • 195 gr zucchero a velo
  • 5 tuorli

Per la crema

  • 750 gr ricotta vaccina
  • 100 gr zucchero (io ho usato quello integrale di canna)
  • 1 uovo intero
  • 1 bacca di vaniglia (io ho usato una fiala di aroma alla vaniglia)
  • 90 gr cioccolato fondente.

PROCEDIMENTO:

Preparare la frolla al cioccolato: setacciare la farina, il cacao e lo zucchero dentro il mixer, insieme al burro tagliato a tocchetti. Frullare, ottenendo un composto sabbioso. Aggiungere i tuorli e continuare a frullare. Trasferire l’impasto (farinoso e non amalgamato) su una spianatoia e compattarlo con le mani finché sarà morbido e liscio. Formare un panetto, chiuderlo in un foglio di pellicola trasparente e lasciar riposare in frigo per 30 minuti (in freezer ne bastano 15).

Intanto, preparare la crema. Inserire nel mixer la ricotta, lo zucchero e i semi di una bacca di vaniglia (o la fialetta), aggiungere l’uovo e frullare fino a ottenere una crema densa e omogenea. Trasferirla in una ciotola e aggiungere il cioccolato fondente tritato finemente, amalgamandolo bene al composto. Coprire la ciotola con la pellicola per alimenti e riporla in frigo.

Imburrare uno stampo da crostata (24 o 25 cm di diametro). Stendere la frolla con il mattarello in mezzo a due fogli di carta forno e metterla nella teglia, avendo cura di far aderire bene i bordi. Ricordarsi di non farla troppo sottile, la torta dovrà avere una base solida e spessa più o meno un centimetro.

Compattare l’impasto avanzato e metterlo in frigo, poiché servirà per la decorazione finale.

Bucherellare il fondo della crostata con una forchetta, ricoprirlo di carta forno e porvi sopra dei legumi secchi. Infornare in forno preriscaldato a 180°C per 20 minuti circa. Una volta pronta, la frolla non dovrà risultare eccessivamente solida, ma neppure morbida. Lasciar raffreddare completamente fuori dal forno e poi procedere con la farcitura.

Versare la crema dentro la frolla, livellandola con un cucchiaio. Stendere la frolla avanzata ricavandone delle strisce e incrociarle sulla superficie della torta creando un motivo a losanghe.

Cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 20 minuti circa, regolandosi a seconda della cottura del proprio forno (nel mio, per esempio, ha cotto mezz’ora).

Una volta pronta, far raffreddare completamente e servire.

Va conservata in frigorifero e consumata entro due o tre giorni.

Appunti:

Nonostante Giallo Zafferano dica che questa torta si prepari in modo facile, devo dire di aver avuto le mie difficoltà. È lunga da realizzare, per cui, se dovete prepararla per un’occasione particolare o in vista di ricevere ospiti, vi consiglio di farla il giorno prima. A parer mio, potrebbe essere interessante aggiungere nella crema delle noci/nocciole/mandorle polverizzate nel mixer, per dargli un tocco in più e un gusto ancora più delizioso. Proverò! E se la proverete prima voi, fatemi sapere come sarà venuto il risultato 😀

Buon appetito!

Mel

Ogni persona è un mondo

A volte mi chiedo quanto sia difficile, realmente, mettere da parte l’Io, il nostro puro, semplice e naturalissimo egoismo, attraversare la barriera che separa il Noi dall’Altro e entrare in quel territorio sconosciuto che non fa più parte della nostra personalità e del nostro vissuto.

Amo scrivere e per i miei libri futuri l’unico augurio che faccio a me stessa è di riuscire a dar voce a personaggi sempre più realistici. Per farlo, però, ho dovuto (e devo ancora) imparare a osservare chi mi sta intorno, ad ascoltare le esperienze e il vissuto degli altri, ed è così che sorge spontanea questa riflessione.

Quanto, effettivamente, sappiamo delle persone che amiamo, che diciamo di conoscere?

E di quelle che sfioriamo appena per la strada, sull’autobus?

Troppo spesso dimentichiamo che il mondo che coltiviamo dentro di noi è presente anche nelle altre persone, quelle stesse che spesso sottovalutiamo o a cui rispondiamo male.

A volte non ci accorgiamo minimamente dei drammi vissuti da chi ci sta intorno, delle personalità che faticano a emergere per timidezza, ma che avrebbero davvero molto, invece, da raccontare.

Qu676a7050302c44f62b6e8ab5ac60f17falche volta ci si scioglie davanti a una tazza di tè, ci si confida, ed emergono situazioni, esperienze, emozioni che non si immaginavano e che, da sole, darebbero il materiale sufficiente per la stesura di non uno, non due, ma almeno tre romanzi. E che cos’è un romanzo, se non uno specchio della realtà, un modo diverso per calarsi dentro le situazioni della vita reale che spesso ci calza stretta ma nella quale vogliamo rispecchiarci completamente per sentirci compresi, partecipi e non più soli?

Dovremmo imparare quell’arte sottile, precisa e infallibile che è l’osservazione, saper riconoscere uno sguardo tra mille, una sfumatura della voce, un’espressione del viso.

Dovremmo, sì, ma non solo per scrivere di personaggi credibili, quanto piuttosto per imparare a non ferire chi ci sta davanti, sia esso un parente, un amico, o la cassiera del supermercato. E dovremmo farlo per essere più umani, meno egoisti, per coltivare il nostro giardino interiore e permettere agli altri di fare altrettanto.

Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile. Sempre.

Mel

[Immagini: Pascal Campion]