Premiazione “Racconti Liguri”

Quella di ieri è stata una giornata quasi surreale, per me.

Come ho avuto modo di dire sulla pagina Facebook, il mio racconto “Pelle di luna e terra bruciata” è stato selezionato per la raccolta “Racconti Liguri”, pubblicata da Historica Edizioni.

Il concorso letterario è alla sua seconda edizione sul territorio ligure e nella raccolta sono presenti cinquanta racconti di autori provenienti da tutta la Liguria.

800276f3-7efc-4c39-a020-6e6538fa8347La premiazione è avvenuta ieri, domenica 27 maggio 2018, presso l’Isola Mediterranea della Fiera del Libro di Imperia e, tra i presenti, c’ero anche io.

Non pensavo mi sarei emozionata così tanto nel ricevere l’attestato e la mia copia dell’antologia, ma di fatto è stato così.

Durante l’intervento dell’editore si sono toccati diversi argomenti: dal mondo dell’editoria a quello della distribuzione, dalle difficoltà del farsi conoscere per un autore esordiente ed emergente alle problematiche che si riscontrano ogni giorno nelle librerie. Il volume “Racconti Liguri” dell’edizione 2018 è stato presentato come un piccolo gioiello nel quale convergono modi differenti di scrivere della propria terra, ma non solo. Gli autori selezionati sono stati premiati per la caratterizzazione dei personaggi, per l’intreccio del racconto e per la coerenza di quest’ultimo, un fatto da non banalizzare. L’editore di Historica, infatti, ha puntualizzato come la bravura di uno scrittore trapeli soprattutto negli scritti più brevi, nei racconti dunque, vista la difficoltà di condensare in poche pagine personaggi e avvenimenti.

33022010_2152816358283186_6162174881640218624_nDalla quarta di copertina si legge:

Un mosaico composito di racconti che vertono su un tema comune: casa, dove “casa” è la Liguria. C’è chi ha passato qui l’infanzia e chi non se n’è mai andato; chi racconta il passato ancestrale di questa terra e chi la sua quotidianità; chi decide di farne la protagonista indiscussa del proprio racconto e chi, invece, ne fa lo sfondo, evidente anche quando implicito, dal momento che, anche nel caso in cui la storia parli di tutt’altro, si sente comunque, di lontano, il carattere forte delle città, l’eco del mare o il mistero della montagna ligure. Non c’è cosa che accenda di più le persone che parlare della propria terra: con entusiasmo o con dolore, in maniera diretta o indiretta, rievocando un ricordo o lavorando di fantasia. Historica Edizioni raccoglie tutte queste emozioni in un’antologia appassionata di autori liguri, innamorati della loro casa.

E’ stato bello vedere sfilare i vincitori per ritirare il proprio attestato. Dai loro occhi trapelava felicità, soddisfazione, orgoglio. Cogliere le sfumature di colori presenti nei loro sguardi è stato emozionante, così come lo è stato alzarmi dalla sedia con passo malfermo, stringere la mano dell’editore e ricevere il mio riconoscimento.

Pelle di luna e terra bruciata - Racconti Liguri 2018“Pelle di luna e terra bruciata” – questo il titolo del mio racconto – è una storia dal sapore fiabesco con il ritmo di un cortometraggio muto. Vuole essere un omaggio alla spensieratezza, al sapersi accettare così come si è, al vivere la vita trovandone la magia nei gesti delle persone, negli occhi di uno sconosciuto. E’ un piccolo scrigno nel quale ho inserito temi come la diversità, l’arte che ha il potere di accorciare le distanze, l’amore, la comunicazione, la bellezza interiore. Il fatto che sia stato selezionato per un’antologia mi ha emozionata profondamente, perché in fondo non importa se hai pubblicato un libro o solo un racconto: a prendere il volo su ali di carta e inchiostro è sempre una tua creatura, un figlio dell’anima.

Quello del premio letterario “Racconti Liguri” è un piccolo traguardo personale, una soddisfazione che mi spinge a continuare a scrivere, a dipingere mondi diversi grazie alle mie parole e a oltrepassare i confini della realtà per spaziare in quel luogo nascosto del cuore in cui tutto è magia.

Mel

 

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Tra terra e mare

Ieri sono stata nel regno di falchi e corvi, là dove anche il lupo lascia segni inconfondibili della sua silenziosa presenza. “Ci sono. Sono qui, ma non mi faccio vedere”, dicevano le sue tracce seminate per tutto il percorso.

C’era tanto, troppo vento a escludere l’essere umano dal cerchio di pietre, dal menhir e dalla valletta del Ciotto di San Lorenzo e dal Passo della Mezzaluna, i luoghi più sacri ai quali avrei voluto fare ritorno, dopo un anno di assenza. Ma oggi la Natura ha voluto diversamente, c’era solo il vento, era l’unico sovrano indiscusso del luogo, indaffarato a spazzare lontano gli ultimi residui d’inverno e a far turbinare via con furia il vecchio per lasciare spazio al nuovo.

E allora abbiamo attraversato il versante meno colpito dalla sua forza per godere dei panorami mozzafiato che la Valle Argentina sa regalare, lassù, dove sembra di poter volare, dove il respiro della montagna diventa il tuo respiro, e dove sei esattamente a metà: a metà tra la distesa del mare che ti pare di poter toccare e le Alpi innevate del basso Piemonte.

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Mel

“Pelle di Luna e Terra Bruciata”

19554340_1991961107702046_151780728743911030_nL’estate scorsa ho scritto un racconto, una piccola storia che sembra la sceneggiatura di un cortometraggio muto. Le sue atmosfere cittadine, così estranee al mio genere abituale di scrittura, mi avevano colpito, e dalla mia penna è uscita una favola urbana che ha saputo sorprendermi. L’ho scritta per gioco, buttando su carta le sensazioni che mi aveva suscitato l’illustrazione di Pascal Campion che vedete qui di fianco. Le note silenziose del sax della figura si sono trasformate in parole ed è cresciuta in me la tenerezza per quella storia dai toni colorati.

Ebbene, accedendo alla mia casella di posta elettronica questo pomeriggio ho scoperto che “Pelle di luna e terra bruciata”, questo il titolo del mio racconto, ha vinto un concorso ed è stato selezionato per un’antologia!

Sono giornate dal sapore della magia per me, perché la ruota gira nel verso giusto, e perché quella di ieri è una delle tante soddisfazioni letterarie che sto ricevendo in questo periodo.

Mel

Tirare fuori i sogni dal cassetto

Sono mesi che non scrivo su questo blog, e me ne dispiace, ma ho vissuto esperienze così intense in questo periodo che con ogni probabilità non basterebbe un libro a racchiuderle tutte.

Aspettavo da un anno e mezzo di potervi dare una notizia e alla fine è giunto il momento. Sono così felice da non stare più nella pelle, perché quello che sto per annunciarvi (anche se per ora resta una news parziale) riguarda un romanzo a me molto caro, il più importante che io abbia scritto fino ad ora.

Un anno fa di questi tempi lavoravo a “L’arte di scrivere – Regole, tecniche e consigli di scrittura creativa” e mi preparavo agli incontri nelle scuole medie ed elementari per parlare di scrittura e di libri con i più piccoli.

Due anni fa usciva nelle librerie il mio “Sogni di Carta”, mentre quattro anni fa, a breve, sarebbe uscito “La città nascosta. Alla scoperta del mondo parallelo”.

A quattro anni di distanza dal mio battesimo nell’editoria, dopo mille peripezie e tre libri pubblicati, ho un altro romanzo nel cassetto, qualcosa che si discosta molto dai precedenti tre e seguirà una strada molto diversa dagli altri.

destinazione sogniCi sono libri ai quali non piace essere imbrigliati, catalogati. Ci sono personaggi che seguono la loro strada con testardaggine e alla fine la trovano. La mia B. avrebbe voluto scegliere una via più semplice e tradizionale, ma alla fine ha optato per qualcosa di più consono alla sua personalità. E allora ha scelto di viaggiare in lande sconosciute, di esplorare terreni nuovi, con l’ambizione di approdare, presto o tardi che sia, alla sua Tir na nOg, dove tutto è possibile ❤

Ebbene sì, ora posso dirlo: pubblicherò un nuovo romanzo! Tutti i dettagli rimangono ancora celati, alcuni, di fatto, non li conosco ancora, però pian piano sparpaglierò indizi (soprattutto sulla pagina Facebook) per ingannare l’attesa.

Vi tengo aggiornati!

Mel

Dove scrivono gli autori?

Nella mia esperienza all’interno delle scuole, alla domanda: «Come vi immaginate gli scrittori?», qualche bambino ha risposto identificando subito lo scrittore con il luogo in cui pratica la sua arte.

«Me lo immagino che scrive seduto alla sua scrivania.»

«Me lo immagino mentre scrive a lume di candela, al buio.»

«Me lo immagino da solo, mentre beve una pozione per avere più fantasia e scrive nella sua stanza.»

Ma questa figura mitologica che è lo scrittore, dove e come scrive realmente? Vediamo alcuni esempi di scrittori famosi.

Stephen King, nel suo On Writing, riporta:

“Ho sfornato i miei primi due romanzi pubblicati, Carrie e Le notti di Salem, nella lavanderia di un maxicaravan con un tavolino da bambini in bilico sulle cosce, pestando sui tasti dell’Olivetti portatile di mia moglie.”

Più avanti, il suo datore di lavoro gli cede la scrivania del suo studio per permettergli la stesura dei suoi romanzi.

Daphne du Maurier (Mia cugina Rachele, Gli Uccelli, Rebecca la prima moglie, Jamaica Inn) si stabiliva un piano di scrittura giornaliero che seguiva rigorosamente, restando seduta alla scrivania della sua stanza e non permettendo a nessuno, neppure ai suoi figli, di disturbarla. Chiudeva la porta e da quel momento e per le ore a seguire entrava nel suo personalissimo mondo.

Daphne Du Maurier Scrivania

Virginia Woolf  preferiva stare in piedi e scrivere sul piano inclinato della sua scrivania, un tavolo alto tre piedi e mezzo con un’angolatura che le permetteva di osservare il suo lavoro sia da vicino che da lontano. Aveva inventato anche una tavoletta di compensato con penne e inchiostro attaccati, per avere sempre a portata di mano tutto l’occorrente per la scrittura.

Per Vladimir Nabokov e Gertrude Stein il luogo ideale per scrivere era l’automobile, che consentiva loro il giusto isolamento, mentre Agatha Christie ideava omicidi sgranocchiando mele nella sua vasca da bagno.

Marcel Proust scriveva sul letto, in una stanza che aveva fatto insonorizzare appositamente per dedicarsi alla stesura delle sue opere senza essere disturbato. Anche James Joyce si dedicava alla scrittura da sdraiato e indossava un cappotto bianco per riflettere meglio la luce sul foglio, dati i suoi problemi di vista.

Walter Scott non scriveva seduto a un tavolo, ma… componeva poesie sulla sella del cavallo.

Roald Dhal, invece,  scriveva così, con una tavola che poggiava sui braccioli della sua poltrona.

E ora, senza avere la pretesa di paragonarmi a nessuno di questi grandi scrittori, vi mostro il mio angolino.

Scrivania MelIo scrivo da qui.
È un angolino molto più disordinato, solitamente, ma l’ho tirato a lucido per l’occasione.

Tutto, persino il tavolo, ha un valore affettivo. Il piano è stato costruito dal mio falegname di fiducia (mio papà) e mi segue dai tempi dell’università.
Candele profumate, dolci ricordi, quaderni e diari la fanno da padroni sulle mensole, e di recente ho inserito un compagno fidato che resterà sempre con me, a ricordarmi la storia che ha rubato per sempre la parte del mio cuore che si nutre d’inchiostro.
Il Quadernone Fabbricone è onnipresente, pronto a raccogliere spunti e idee.
La grande assente in questa foto, invece, è la mia bella tazza di tè fumante.
Ho sempre sognato un posto tutto mio per la scrittura. Nella mia mente l’ho sempre visualizzato come una torretta solitaria, distaccata dal resto della casa, nella quale rifugiarmi e da riempire di fogli e appunti sparsi.
Quella qui sotto non è in una torre, ma come inizio non c’è male!

E voi, da dove scrivete? Se avete voglia di raccontarmelo, lasciatemi un commento.

Mel

Lontano dalla città

Non so se avete la fortuna di possedere un luogo del cuore, un posto in cui rigenerarvi, ricaricarvi, e che, quando vi sentite giù di morale, stanchi e affannati dalle incombenze quotidiane, vi chiami a gran voce, reclamando la vostra presenza.

Se lo avete anche voi, come me, siete persone fortunate.

Il mio si trova a qualche chilometro di distanza da dove abito, non ci vado spesso, ma quando capita mi regala emozioni indescrivibili.

E, meraviglia delle meraviglie, la Natura ha sempre un dono per me, mi riaccoglie come una figlia rimasta lontana per tanto tempo.

Sul sentiero mi riempio gli occhi di verde e il cuore di bellezza, perché non esiste altro posto diverso da questo che sento di poter chiamare Casa.

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Tappeti di edera proteggono il terreno, talvolta si gettano nel vuoto, formando cascate di foglie.

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Una stella verde si muove. Spuntano due zampe lunghe, fragili e scure. Spiccano un balzo e infine la vedo: una rana minuscola, così piccola che quasi si fatica a vederla. La vedete anche voi?

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I castagni, maestosi padroni del bosco, con i loro tronchi cavi sono rifugio, riparo. La luce passa dall’alto del fogliame e giunge fin dentro il tronco, che si trasforma in una cattedrale di legno.

 

Pietre su pietre testimoniano il passaggio di antiche popolazioni, e poi lì, nel folto del bosco, si arriva a toccare il torrente, con la sua Memoria d’acqua.

Le foglie cadute formano un tappeto sulla superficie, sembra quasi di poterci camminare sopra.

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Acqua e Terra raccontano storie a chi ha il dono di poterle ascoltare.

E allora riempio le orecchie dei sussurri del vento, prendendo appunti nel taccuino che tengo sempre pronto nella mia mente, in occasioni come queste.

E’ venuto il momento di rimettersi a scrivere, di percorrere nuovi sentieri.

Grazie Autunno, grazie Settembre e grazie Natura: siete la fonte d’ispirazione migliore per me.

Mel

Tutto torna

829be782-74ba-43ce-9b76-212a89860afdE infine è tornata la voglia di candele accese, di perdersi nel veder danzare la fiamma.
Sono tornate le giornate del tè caldo al pomeriggio, della carezza delle calze e della coperta.
È tornato il momento di riconquistare del tempo per sé, di restare in silenzio ad ascoltare il rumore che fanno le foglie che cadono, i pensieri vecchi che lasciano spazio a quelli nuovi, leggeri come l’ultimo salto dal ramo dell’albero alla terra soffice e scura.
È di nuovo il momento di aprire il quaderno, il diario, di togliere il tappo alla penna e lasciar fluire le emozioni nere d’inchiostro sul foglio immacolato.
È  l’ora di rimettersi a scrivere, di vivere ancora e ancora attraverso le parole scritte per personaggi nuovi.
È  tempo di trasformazione, il più bello dell’anno per me 

Mel