Creare ponti, spezzare confini

«È qui che voglio stare.»

È la frase di una storia che ho scritto e che continua a essere il mio modus vivendi, da quando ne ho salutato i personaggi.

Non c’è giorno che passi senza che io rivolga loro un pensiero, e loro ne rivolgono uno a me, facendomi sapere che la loro vita si è estesa ben oltre la parole “Fine”, scritta ormai  nove mesi fa. Il nostro appare come uno scambio epistolare, che si muove sul vento dell’ispirazione, effimero, virtuale, ma non per questo meno realistico. Non ci saranno altre parole, oltre quella fine, ma ci sono ancora mille emozioni da vivere insieme, a distanza, cavalcando le onde di un oceano impetuoso al ritmo di un cuore che pulsa, sotto la superficie di una pelle di foca.

L’immagine inserita in questo post è una delle tante “cartoline”, una prova che i personaggi che abbiamo amato non ci abbandonano mai e che la lor o essenza continua a scorrere nelle nostre vene d’inchiostro per sempre.

Ancora una volta devo ringraziare Pascal Campion, per la sua arte che crea ponti invisibili, che spezza i confini tra fantasia e realtà.

Mel

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