Scheletri nel cassetto

In questi giorni ho avuto modo di rileggere gli scritti di quando ero adolescente.

È stato interessante notare il cambiamento da quel periodo a oggi dal punto di vista della scrittura, e negli ultimi anni sento di essere migliorata molto.

A rileggermi adesso, noto i difetti della mia scrittura passata, le similitudini banali e ridondanti, gli “show don’t tell” inesistenti e i personaggi piatti, sempre uguali e stereotipati.

La cosa, però, che mi ha colpito di più è stata l’assenza di una pianificazione efficace della storia. Scrivevo di getto e senza prendere appunti, questo mi portava irrimediabilmente a interrompere la storia poco dopo averla cominciata: non avevo una meta, neppure i miei personaggi ne avevano una.

La cosa più importante che mi abbiano insegnato i personaggi delle mie ultimissime storie, di cui due già pubblicate, è stata proprio l’importanza della documentazione, di uno schema con le varie tappe della trama, più o meno abbozzate, non importa… uno scheletro da tenere nel cassetto deve esserci sempre.

Iniziare una storia senza uno scheletro, sarebbe come salpare dal porto senza una bussola in tasca a indicarci la direzione giusta da imboccare.

Spesso chi inizia a scrivere si chiede come fare per portare a termine una storia senza arrendersi prima, e il segreto, secondo me, è proprio questo: lo scheletro, la bussola.

Mel

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