Scrivi solo di cose che conosci bene

Con il tempo, questa frase è diventata per me un vero dogma, la regola prima per iniziare ogni nuovo racconto da trasporre su carta.
Perché la storia che si ha in mente sia efficace e proceda senza intoppi, bisogna essere sicuri di quello che si scrive, conoscere a menadito la materia con cui si ha intenzione di lavorare.
Questa regola vale per ogni aspetto del libro o racconto che ci si appresta a scrivere: dall’ambientazione ai mestieri svolti dai personaggi, dall’epoca storica al tipo di abbigliamento… insomma, tutto.
L’attenzione che si ripone in ogni dettaglio determinerà la coerenza e il realismo di quello che si andrà a scrivere, compromettendone o, al contrario, aumentandone il risultato finale.
Spesso si tende a sottovalutare l’importanza della documentazione, pensando che sia superflua e dando per scontato che il lettore non si ponga troppe domande di fronte a un romanzo, ma non è così.
Se si decide di ambientare la propria storia in un luogo e in un tempo precisi, sarà d’obbligo studiare e informarsi al riguardo. Per rendere credibile quello di cui volete raccontare, dovete necessariamente offrire un contorno al lettore, e quel contorno deve essere curato nei minimi dettagli, in modo quasi maniacale.
Se ambientate una storia nel medioevo, chiedetevi quali cibi si servissero sulle tavole dei nobili e dei contadini, quali abiti si indossassero e studiate i nomi specifici di quel tipo di abbigliamento. Studiate gli avvenimenti storici fino a conoscerli a memoria, dovete saperli cantare mentre saltellate su un piede girando su voi stessi e battendo le mani xD
Scherzi a parte, avete capito cosa intendo, no?
A questo punto, forse, starete pensando che sia meglio lasciar perdere i “secoli bui”, perché non avete proprio voglia di tornare sui banchi di scuola per conoscere la storia di Carlo Magno o per imparare le caratteristiche dell’arte romanica.
Penserete che possa essere più semplice parlare dell’epoca in cui viviamo, in fondo vivete qui e ora, giusto?
No, niente di più sbagliato, spiacente di deludervi.
Ipoteticamente parlando, mettiamo caso che il vostro racconto/libro sia ambientato a New York. Ci siete mai stati? Avete girato per le strade, praticandole in auto, sui mezzi pubblici e a piedi? Avete mai preso un taxi nella Grande Mela? E ancora: avete girato in mezzo alla gente, sbirciato dentro i negozi, praticato i quartieri della periferia newyorkese?
Se la risposta a tutte (o a parte) di queste domande è no, allora torniamo al punto da cui eravamo partiti, e cioè:
prima di scrivere, bisogna documentarsi e studiare a fondo.
Da questo non si scampa, è inevitabile, indiscutibile.
Ma allora, direte voi, questo significa che devo per forza ambientare i miei scritti nei posti in cui ho vissuto o che ho praticato, oppure in un mondo del tutto inventato dove sono solo io a dettare le regole del tempo e dello spazio.
Non necessariamente.
Per fortuna, in nostro soccorso ci sono i libri scritti da altri autori da cui possiamo attingere informazioni preziose, e non parlo solamente di saggi o trattati di storia. Se vi interessa il periodo rinascimentale, leggete i libri di Dante e Petrarca, per esempio, rispolverate quello che avete imparato al liceo, e poi leggete libri di scrittori che si sono ampiamente documentati sull’argomento e che hanno pubblicato romanzi con l’ambientazione che vi interessa.
Fortunatamente, uno dei pregi della nostra epoca moderna è la condivisione di contenuti, un tempo impossibile per mancanza di mezzi. Se volete ambientare un romanzo o un racconto a Berlino, una cosa che potete fare (ma non l’unica, ovviamente) è andare a farvi un giro virtuale della città, sia su google maps con la modalità street view che su YuoTube: nella rete si nascondono spunti davvero interessanti, che permettono di viaggiare stando comodamente seduti sulla poltrona a sorseggiare una tazza di tè davanti allo schermo del pc.
L’unico consiglio che mi sento di dare, soprattutto a chi è alle prime armi, è quello di cominciare a scrivere di cose che sono alla vostra portata, di ambienti, materie, situazioni che conoscete bene e che padroneggiate. Questo vi aiuterà a comprendere i vostri limiti e quello che sarà necessario conoscere prima di iniziare lavori futuri.
Per esperienza, posso assicurarvi che serve come esercizio, davvero.
Per scrivere il mio “La città nascosta. Alla scoperta del mondo parallelo“, che era ambientato nella città in cui vivevo e che pure conoscevo bene, mi sono presa delle giornate intere per girare per le strade con gli occhi di un turista, annotandomi sensazioni, pensieri, emozioni. Mi è stato utile, e sapete perché? Perché troppo spesso diamo per scontato quello che abbiamo intorno. Quel palazzo è lì da sempre, quella panchina l’hanno messa prima che io nascessi, su quel ponte ci passo ogni giorno… eppure, quando camminiamo, non ci fermiamo mai a osservare i dettagli di quello che ci circonda. Ed ecco che, se alziamo gli occhi, quel palazzo ha delle finestre che non avevamo mai notato prima, e sulla panchina si siede sempre un signore col cappotto nero, mentre il ponte, visto da un’altra prospettiva, è completamente diverso da come sembrava camminandoci sopra…
Ecco, tutto questo passeggiare, guardare, annotare, sarà un’esperienza fondamentale per tutto quello che deciderete di scrivere in seguito, dopo aver acquisito consapevolezza.
Vale la pena lavorare per mesi sulla documentazione prima di procedere con la stesura, dimostrerete di essere competenti, attenti, precisi nel vostro lavoro. Siate pazienti e mai frettolosi, che la fretta è una cattiva consigliera.
Quella di scrivere è una vera e propria arte, che va coltivata, affinata, alimentata.
 Mel
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