Mare d’inverno

Siete mai stati sul mare in inverno? Credo che il meglio di sé lo dia proprio nella stagione più fredda, quando il vento è pungente e tinge le guance di rosso, obbligandoci a stringerci nel cappotto.

Il mare in inverno è selvaggio, inarrivabile. È a portata di mano, ma nessuno osa bagnarsi con l’acqua gelida. Non ci sono turisti, né ragazzini urlanti in preda all’euforia dell’estate.

Chi sceglie di andare in spiaggia in inverno sa cosa vi troverà, e proprio per questo predilige il mare a una passeggiata in centro città. L’aria salmastra si insinua dentro i vestiti, scompiglia capelli e pensieri. L’orizzonte è lì, davanti a noi: nessuno blocca la visuale, perché siamo soli con quell’immensità che spaventa e riempie i polmoni al contempo. Ed è quella stessa vastità a ispirarci, a farci sognare di strane creature sotto la superficie dell’acqua, a generare riflessioni infinite.

A chi resiste impavido fino al tramonto, il mare d’inverno regala spettacoli mozzafiato, mostrando la più bella tavolozza di colori di cui disponga il cielo. Ci sono i tramonti di un sorprendente violetto, quelli blu cobalto che stemperano nell’ocra, e poi ci sono i miei preferiti, i tramonti infuocati di rosso e d’arancio. A ogni istante i colori del cielo cambiano e il mare si adegua, riflettendo il vestito della volta celeste.

tramonto-mare

In estate tutto cambia, ogni cosa si trasforma. La spiaggia si popola, si affolla, e allora il mare sembra smettere di parlare.

Da anni, ormai, non vado al mare in estate. Preferisco godermelo quando il silenzio tutto intorno ha una voce potente, quando le urla che interrompono i pensieri provengono dai gabbiani e l’unico rumore è il fragore delle onde insieme al ritmico trascinarsi di pietre in balia della risacca.

Il mare in inverno lo sento più affine, con la sua solitudine selvaggia, la sua bellezza senza eguali e l’assenza di confini, di limiti e costrizioni.

E quando, infine, si affaccia la bella stagione, io e il mare ci allontaniamo e ci osserviamo a distanza, come innamorati a cui un incontro nomaren è concesso.

In quei momenti sì, mi manca il mare, ma so che prima o poi tornerà l’autunno, e allora sarà di nuovo tempo per me di fare ritorno sulla riva e di abbracciare l’acqua con lo sguardo, sussurrando: “Sono tornata.”

 

Mel

 

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